Pronti per il Giappone

Giappone_letture

Manca poco al nostro viaggio nella terra del Sol Levante.

Una volta scelta la destinazione, come al solito, ho iniziato una ricerca forsennata in internet per ore ed ore leggendo diari di viaggio, blog, siti ufficiali. Poi alla semplice domanda “ma come arriviamo dall’aeroporto all’hotel?” rispondo con un perplesso e allo stesso tempo ovvio “non so”. Quindi Johnny, inutilmente speranzoso, ci riprova “cosa c’è da vedere in questa città?” e la risposta è sempre la stessa “non so, devo leggere gli appunti”.

Alla fine finisce sempre allo stesso modo: Johnny in un pomeriggio traccia l’itinerario e l’elenco delle attrazioni da visitare.
Questa volta non è andata diversamente. Con l’unica differenza che ho acquistato una serie infinita di libri per prepararmi ed addentrarmi nel mood giapponese.

L’organizzazione di questo viaggio è iniziata quattro mesi prima, molto tempo prima rispetto alle nostre solite tabelle di marcia, ma in forte ritardo per questa destinazione.

Non è stata una mossa intelligente cercare un albergo a Kyoto durante il periodo della fioritura dei ciliegi solo tre mesi prima. Tutto pieno. Impossibile trovare un posto dove dormire ad un prezzo umano, quindi abbiamo trovato la soluzione su Airbnb. Almeno proveremo una vera casa/stanza giapponese e dormiremo sul famoso tatami.
Dopo abbiamo letto che è necessario prenotare con sei mesi di anticipo. Dopo!

Però, grazie alla mie ricerche, ho scoperto che i giapponesi indossano la famosa mascherina quando sono raffreddati per non contagiare gli altri e non, come credevo, per non essere contagiati. Inoltre è maleducazione soffiarsi il naso in pubblico come mangiare per strada.

Ho scoperto anche che persone con il tatuaggio non sono ammesse negli Onsen (bagni termali) poiché potrebbero appartenere alla Yacuza, o meglio i turisti dovrebbero avvisare all’ingresso e vedere se è possibile entrare coprendolo. Comunque per non rischiare non ci andiamo, io ho un tatuaggio.

Ho scoperto che Fukushima significa ‘Isola della felicità’. Paradossale pensando al triste epilogo del disastro nucleare che si è verificato l’11 marzo 2011 e che ha lasciato l’intero Giappone con il fiato sospeso.

Ho scoperto che moltissimi santuari/templi, importanti mete turistiche, sono in realtà delle fedeli ricostruzioni  in quanto gli edifici originali sono andati in fiamme o distrutti durante la seconda guerra mondiale. Il Giappone infatti fu una nazione costruita sul legno, quindi facilmente infiammabile.

Vi sembra che ciò che ho scoperto sia inutile ai fini del viaggio?

Demi

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2 thoughts on “Pronti per il Giappone

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