Giorno 1: inizia il viaggio in Giappone

Il giorno della partenza decidiamo di andare comunque in ufficio per un paio d’ore, ci sono da sistemare alcune cose e salutare i colleghi.

Alle 10.30 ci mettiamo in viaggio per Venezia, raggiungiamo il parcheggio per la macchina e con la navetta in pochi minuti siamo già alle partenze. Il check-in con Emirates è velocissimo, così anche il controllo bagagli. Con un discreto anticipo di circa 2 ore siamo già pronti al gate, d’altra parte ho sempre l’ansia di perdere un volo. Per ammazzare l’attesa spendiamo 15€ per due panini giganti di prosciutto crudo e due acque minerali. Goodbye Italia!

L’aereo degli Emirates è fantastico, schermo 12″ touch, hostess gentilissime, ampia scelta di film anche in italiano e posti che per un Economy sono sufficientemente spaziosi.

In men che non si dica arriva il pasto. Io scelgo tagliatelle al salmone con spinaci, Demi il solito riso con pollo che però stavolta non viene apprezzato. Finisco io il suo. Il pasto viene accompagnato da pane, formaggio spalmabile, cracker e dolcetto. Alla fine siamo sazi.

Demi si era già guardata nel frattempo i Minions e come ulteriore  film scegliamo La grande scommessa che purtroppo non riusciamo a finire di vedere.

Arriviamo a Dubai … qui lo scalo prevede una sosta di poco meno di 3 ore.

Dopo un giro per i negozi dove Demi si prende due profumi (25€) ed io vado a comprare 2 acque minerali ed una coca-cola (costo totale 1€ … e mi viene sempre più fastidio ripensando al furto a Venezia …) ci ritroviamo quasi 2 ore prima al gate di partenza.

L’imbarco è lungo, la navetta ci mette un bel po’ a raggiungere l’aereo in pista e qui il tutto è un po’ più caotico.

L’aereo non è così bello. Lo schermo è più piccolo e il tipo accanto a Demi puzza. Si prospetta un viaggio complesso, non solo per le 9 ore e mezza. Partiamo anche con 40 minuti di ritardo.

Ennesima cena, per noi sono praticamente le 2 di notte. Non abbiamo molta fame.

Finita la cena per me scatta l’operazione sonnifero. Un piano architettato già mesi prima per evitare il dramma del viaggio lungo. In effetti la pasticca fa il suo sporco dovere e mi risveglio 2 ore prima dell’atterraggio. Tempo di vedere un immondo film di simil zombie con Schwarzenegger e ci ritroviamo ad atterrare a Narita.

Siamo su suolo giapponese.

Scendiamo dall’aereo e sappiamo che prima di vedere l’uscita dell’aeroporto, dovremo compilare il modulo per l’immigrazione. Per fortuna una signorina prima della dogana ce lo consegna. Così lo compiliamo in ogni sua parte e ci mettiamo in fila. Notiamo che gli altri hanno due foglietti. Infatti non va bene. Una donna giapponese che sembra un automa nel controllare tutti i moduli ci fa uscire dalla fila per completarlo. Perciò rifacciamo la fila. Evvai stavolta va bene. Impronte digitali, foto. Bene ora possiamo andare a recuperare le valigie. C’è ancora un altro controllo prima di uscire da qua. Un poliziotto controlla le valige di tutti, mi chiede quanto tempo rimango in Giappone ed io sovrapensiero e stanco gli rispondo “20 years”. Mi guarda strano ed io mi correggo subito … “20 days”.

Siamo liberi finalmente. Ci procuriamo i biglietti per il Keisei Access Express che dopo circa 1 ora ci porta in Asakusa Station.

Johnny 

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