Giorno 5 in Giappone: Shibuya e Shinjuku

Demi decide di chiudere la sveglia e così ci alziamo in grosso ritardo sulla nostra tabella di marcia. 

La giornata tuttavia è bellissima, un caldo sole primaverile ci ricorda che siamo in pieno periodo Sakura, anche se il freddo dei giorni prima purtroppo ha rallentato tantissimo la fioritura dei ciliegi. 

Oggi decidiamo di visitare due quartieri molto famosi e ricchi di negozi e locali.

La prima tappa è Shibuya, famoso per il grande incrocio e la statua del cane Hachiko. Leggiamo di un certo terrorismo su questa stazione e quella di Shinjuku, ma alla fin fine noi non abbiamo nessun problema nel trovare i binari e le uscite corrette. Certamente sono molto grandi, ma non più di un qualsiasi aeroporto internazionale.

Onestamente mi aspettavo ancora più gente in questo famoso incrocio. È vero che ne passa tanta, ma vedendo qualche video su YouTube mi aspettavo qualcosa di oceanico… alla fine il solito fiume umano di Tokyo, ma che vale per qualsiasi posto un po’ più turistico.

 

Facciamo la doverosa foto alla statua del loppide (sorprendente la quantità di gente appostata a semicerchio in attesa di farsi immortalare a fianco di Hachiko) e poi ci dirigiamo verso il centro commerciale Parco che ospita in questi giorni al suo interno The Tomato Project un’esposizione di installazioni fotografiche moderne. C’è anche una sala parecchio inquietante con delle scritte bianche sulle pareti nere e della musica di sottofondo accompagnata da voci di bambini.

Proseguiamo verso la famosa Takeshita street, una strada molto popolare, piena di negozi stravaganti, ma anche di affollatissimi chioschi che vendono crêpes. Ci sono una miriade di ragazzi, specie ragazzine, tanto che spesso ci chiediamo se i giovani a Tokyo vanno a scuola, perchè a qualsiasi ora del giorno se ne vedono a centinaia in giro.

  

È veramente difficoltoso muoversi tra tutta questa gente, comunque non ci facciamo sfuggire un negozio di abiti dallo stile giappo-vittoriano. La commessa vestita come una di fine 1800 ci dice che è impossibile provare i vestiti, cosa che troviamo bizzarra.

Fuori da Takeshita finalmente un po’ di tranquillità, giusto il tempo per un crêpes alla crema e marmellata di fagioli rossi (che dalle foto sembrava in realtà cioccolata) e ci dirigiamo verso il parco del santuario Meji. Percorriamo un lungo viale alberato, parzialmente diviso da dei lavori in corso ed immediatamente penso a quanto puliti e ordinati nelle loro divise siano gli operai giapponesi, totalmente diversi da quelli che sono abituato a vedere.

Il santuario è niente di speciale. La solita costruzione in legno con i vari portoni che portano ad un grosso piazzale interno.
   

A questo punto mi tocca il sacrificio. Accompagnare Demi al suo negozio scrap che inspiegabilmente si trova in una zona di Tokyo che sembra un altra città, fatta di casette basse, quasi rurali e dove la popolazione che in centro raramente supera i 30-35 anni, qui difficilmente scende sotto i 60. Ci sentiamo decisamente estranei. Di occidentali in questa zona nemmeno l’ombra ed anche le scritte sono solo in giapponese. E siamo solo a 20 minuti da Shinjuku.

Il negozio scrap è al piano interrato di un complesso che ricorda certi motel americani. Le commesse  sono simpatiche e per fortuna una di loro parla un discreto inglese. Dopo mille saluti, sorrisi e ringraziamenti Demi esce con il suo bottino.

Ormai è quasi buio e completiamo la giornata con l’ultima tappa: Shinjuku. È un quartiere luminosissimo, pieno di insegne, gente ovunque e tantissimi locali a luci rosse. Ci vorrebbero giorni per visitarlo a fondo, ma l’ultima immagine che mi rimane impressa è una via piena di luci e rumori con sullo sfondo una rotaia sopraelevata sulla quale passano continuamente dei treni. Ancora più distanti, altissimi e luminosi grattacieli mi fanno pensare ad una scena di Blade Runner.

Decidiamo di cenare in un localetto giapponese, frequentato da giapponesi. Un ragazzo vicino a me mi chiede come mai siamo venuti in questo locale ed io gli rispondo che eravamo affamati.

Piattone di noodles con varie erbe, uovo mignon e senape per me e piattone con 12 ravioli, riso e zuppa per Demi. Tutto molto buono e spesa finale di soli 9€. Incredibile!

Stanchi ma felici facciamo rientro in albergo. Domani ci aspetta una sveglia alle 6 per l’escursione a Nikko.

Johnny

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