Giorno 6 in Giappone: Nikko

La sveglia è alle 6:15 per raggiungere Nikko. Avevo letto che bisognava arrivare presto nei giorni feriali per non trovare ressa nei templi. 

Il treno per Nikko è un Rapid che parte alle 8:10 da Asakusa Station. Per fortuna ieri sera abbiamo cercato la stazione di partenza (che non è quella della metro), anche se era ancora oscuro la modalità di acquisto dei biglietti. L’info point apre alle 7:45, noi arriviamo ancora prima e c’è già fila fuori. Fortunatamente tutto si risolve in poco tempo, comprimo il pass e ci sediamo nell’ultima carrozza (solo due vagoni di questo treno arriveranno a Nikko) e dopo un po’ tutti i posti sono occupati. La maggior parte sono turisti assonnati, come noi. In due ore abbondanti arriveremo a destinazione. 

Il treno è utilizzato anche da locali, fermandosi anche in stazioni intermedie dai nomi sconosciuti. In particolare salgono delle ragazzine adolescenti che parlano a voce alta continuamente. Ma dove trovano tutta questa energia? Ero convinta che il popolo giapponese fosse composto da persone silenziose: alla fine anche le adolescenti giapponesi sono rumorose come tutte le adolescenti. Scendiamo dal treno e immediatamente le inservienti salgono e puliscono le carrozze. Ora il treno è pronto per i viaggiatori successivi.

Sappiamo che la fermata dei bus si trova proprio di fronte alla stazione ed è compresa nel nostro pass. Scendiamo dove la maggior parte dei passeggeri scende e ci troviamo davanti al tempio Rinno-ji conosciuto per la sala dei tre Buddha. Sfortunatamente l’edificio esterno è coperto da un enorme impalcatura. Paghiamo comunque il biglietto per visitare l’interno. Purtroppo anche l’interno è un cantiere. Dei tre Buddha sono presenti solo due. Usciamo delusi. 

Nel tempio accanto un monaco sta tenendo una cerimonia, seduto rivolto con lo sguardo all’altare. Entriamo in silenzio e assistiamo per un po’ alla funzione. 

Una scalinata ed un enorme torii in pietra ci indica l’arrivo al santuario shintoista Tosho-gu. Immancabile la solita enorme fila per acquistare il biglietto d’ingresso. 

  

Speriamo che almeno le famose tre scimmiette siano visibili e fotografabili. Per fortuna sì. Eccolo lì l’alto rilievo allegorico che raffigura le tre scimmie di cui una non vede, una non parla e una non ascolta. 

Il tempio è composto da un complesso di edifici principalmente rossi e per entrare all’interno di alcuni bisogna togliersi le scarpe. Il santuario certamente merita la visita.

Un’altra tappa compresa nel nostro biglietto è un piccolo tempietto in cima ad una lunga e ripida scalinata, preceduta da una porta con raffigurato in alto un gatto bianco.

Il tempio e alcune statue non sono nulla di speciale e così scendiamo per visitare la sala celebre per il dipinto del drago che grida sul soffitto. Un tipo giapponese all’interno spiega tutta la storia e battendo dei legni cerca di farci credere che il rumore, grazie alla risonanza della stanza, lo faccia assomigliare al ruggito di un drago. Posto che credo nessuno abbia sentito ruggire un drago (a meno che non sia un personaggio del trono di spade), non riusciamo proprio a percepirlo.

Ci dirigiamo quindi al famoso ponte sacro Shin-kyo presente in tutte le foto di Nikko che si trova là vicino. Per salirci sopra bisogna pagare. Rinunciamo. 

Scattiamo delle foto dalla riva opposta. 

  

Ora bisogna prendere una decisione: camminare mezz’ora per arrivare al mausoleo – tempio Taiyuin e poi un’altra ora per raggiungere la stazione o dirigerci subito in stazione in 15 minuti? Optiamo per la seconda scelta. Siamo svegli dalle 6 … 

È ora di pranzo ci fermiamo in un piccolo supermercato di quartiere dove ci accoglie una allegra vecchietta che ci fa vedere dei dolcetti spiegandoceli in giapponese e buttando ogni tanto qualche parola in inglese. Alla fine scegliamo prosciutto e pane in cassetta. La signora ci fa vedere il totale sulla cassa, ma si rende conto che ha dimenticato una cosa e quindi il totale è diverso. Ovviamente ce lo spiega in giapponese, ma la sua mimica è così eloquente che capiamo tutto. È così carina: sembra una piccola nonnina un po’ sbadata. 

In stazione il treno che arriva è vuoto e pensiamo che sarebbe stato meglio svegliarsi con calma e visitare i templi nel pomeriggio. 

Visitiamo alcune stradine di Asakusa prima di raggiungere l’albergo. 

  

Di sera alla fine decidiamo di camminare fino al Sumida Park che si trova vicino e scattare qualche foto notturna. 

Anche qui tanta gente di tutte le età che mangia sotto i ciliegi in fiore. Stendono un nylon, una stuoia, si siedono sopra lasciando le scarpe rigorosamente fuori da questo perimetro. Un modo gioviale per finire la giornata. 

Anche la nostra è finita e andiamo a dormire

Demi

PS: in albergo guardiamo i vari spostamenti che dobbiamo fare nei prossimi giorni con le valigie. Ci guardiamo negli occhi e ci diciamo ‘e se restassimo qua invece di andare a Kanazawa? Abbiamo tante cose da fare qui. Chissà se questo albergo ha posto’ Quasi all’una di notte scendiamo per chiedere questa informazione. Sì, possiamo stare nella stessa stanza. Deciso: faremo solo un’uscursione a Kanazawa. Siamo due pazzi, si lo sappiamo. 

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