Giorno 7 in Giappone: alla ricerca dei Sakura

Abbiamo faticato a svegliarci stamattina. La notte abbiamo rivoluzionato un po’ il nostro viaggio ed i nostri itinerari.

Domani avremmo dovuto partire per Kanazawa, ma dopo qualche riflessione abbiamo optato per farci altri 3 giorni a Tokyo.

La notte si dice porti consiglio … 

Scelta giusta? Scelta sbagliata? Chi lo sa … Ma qui a Tokyo abbiamo realizzato che avevamo ancora delle cose da vedere e comunque a Kanazawa ci andremo lunedì prossimo come tappa intermedia verso Kyoto.

Oggi è un’altra bellissima giornata di sole con temperatura gradevole e quindi che c’è di meglio se non girare per i parchi per l'”hanami” (significa letteralmente ammirare i fiori)?

I fiori dei ciliegi si chiamano “Sakura” ed oggi ne abbiamo finalmente potuto ammirare la bellezza. È probabile che il picco della fioritura avverrà tra 3-4 giorni, ma già così lo spettacolo è davvero notevole.

Il primo posto che decidiamo di visitare è Chidorigafuchi ryokudo. Si tratta di un corso d’acqua le cui alte sponde sono rigogliosamente coperte dai ciliegi in fiore, i cui rami quasi ne toccano la superficie. Lo spettacolo è così bello che richiama una folla di persone incredibile, con tanto di poliziotti che sistemano delle barriere atte a contenere la folla. A farne un vero business poi ci sono i noleggiatori di barchette a remi, che per qualche centinaio di yen ti permettono di ammirare lo spettacolo dall’acqua.

Decidiamo di noleggiarne anche noi una e dopo circa mezz’ora in fila, siamo pronti a solcare le acque. Io remo cercando di evitare lo scontro con imbarazzanti giapponesi maldestri e Demi scatta foto e gira dei video. Ottima esperienza!

  

Il secondo parco si chiama Gyoen National Garden a Shinjuku. Lungo la strada che ci porta a questo parco (che tra l’altro è a pagamento) vediamo una folla di gente camminare in senso contrario e ci chiediamo dove stesse andando. Dopo pochi minuti ecco la risposta: erano tutti in questo parco. Tra l’altro noi ci arriviamo tardi, verso le 15.30 e questo chiude alle 17. C’è la solita fila giapponese all’ingresso e per fila giapponese intendo centinaia di persone e tutte in fila per due. Le file giapponesi hanno il pregio di camminare velocemente e se in qualsiasi altra parte del mondo avrei già abbandonato l’idea di entrare, qui in Giappone ho imparato che sono gestibilissime.

Il parco comunque non delude e a parte la gente, davvero tanta, è bellissimo, pieno di ciliegi bianchi e rosa, i laghetti, i ponti e troviamo anche più di una coppia di sposi fai da te. Sono armati di cavalletto o selfie stick, sono da soli e si fanno così il loro servizio fotografico … decisamente al risparmio.

  

Ci attardiamo davanti un tempietto con adiacente un bellissimo giardino giapponese. Il parco sta chiudendo e così in quella zona non c’è più nessuno. Fotografare qualcosa a Tokyo senza gente equivale a vincere una lotteria.

  

L’ultima tappa del giorno è il Tokyu Hands, una sorta di Brico Center/Grande Magazzino. Demi sperava di trovarci qualcosa per il suo hobby, in realtà si è rilevato deludente.

Ceniamo in un piccolo ristorante indiano. Come in tanti locali giapponesi bisogna comprare ad una macchinetta i ticket con i piatti scelti, al tavolo poi il camerieri li ritirerà e ci porterà quanto scelto. 

Giornata finita!

Johnny

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