Giorno 9 in Giappone: Roppongi e Maid Café

Siamo oggettivamente stanchi. Gli 85 km fatti a piedi in questi 6 giorni a Tokyo e Nikko cominciamo a sentirli tutti.

Oggi quindi la sveglia è stata un po’ più blanda ed abbiamo voluto fare le cose con calma. Il tempo non è dei migliori, nuvoloso e fresco, ma almeno non piove.

La meta che ci prefiggiamo mentre facciamo la nostra solita colazione in camera è Roppongi, che assieme a Ginza è l’unico quartiere “famoso” che ci manca da vedere.

Si tratta di una zona artistica, ma anche ricchissima di ambasciate di tutto il mondo. 

  

Arrivati lì dopo circa 45 minuti tra metro e camminate, ci compriamo delle cose sfiziose da mangiare in un locale lungo la strada e consumiamo il tutto prima di entrare nel Mori Art Museum.

Facciamo un biglietto cumulativo che ci permette l’accesso anche al Tokyo City View, similmente allo Skytree è uno spazio circolare a 360° con vetrate, che dal suo 56esimo piano consentono una bella veduta della città. A differenza di quest’ultimo però è praticamente deserto e con un piacevole senso di pace e tranquillità.

Approfittiamo per un lungo giro scattando varie foto, ce ne facciamo fare una professional dal servizio fotografico del posto e poi ci dirigiamo verso il museo.

Il museo ospita continuamente delle esposizioni non permanenti. Nel nostro caso ci sono tante video proiezioni, fortunatamente sottotitolate in inglese. Le opere alla fine non sono numerosissime, ma alcune davvero particolari. Lo definirei un museo molto sensoriale, diverso dalle solite esposizioni statiche e quindi nel complesso piuttosto interessante.

  

All’uscita del museo ci dirigiamo verso il centro commerciale sottostante. Lussuose boutique, incastonate lungo pareti e pavimenti di legno scuro, ci fanno immediatamente capire il target. Giriamo un po’ consapevoli che non compreremo assolutamente nulla.

Fuori dal centro commerciale raggiungiamo un piccolo giardino con i ciliegi in fiore, pieno di baracchette con svariate cose da mangiare. C’è una sorta di festival … Ci vediamo la fine di un concerto suonato su grossi tamburi. Fa capolino anche un po’ di sole.

  

Demi scopre che ci sono dei torii presso il tempio Hie – Jinja a circa mezz’ora di cammino.

Il tempio deve essere poco conosciuto, perchè ci sono pochissime persone, almeno per lo standard giapponese, così riusciamo a fare anche delle foto in tranquillità.

 

Raggiungiamo la metro e ci dirigiamo verso Akihabara. Voglio assolutamente rivedermela con meno stanchezza ed un po’ di più tempo.
Finalmente entriamo nei negozi di elettronica … Tentenno solamente difronte ad un obiettivo Canon 24 mm, ma alla fine lo lascio in vetrina.

Giriamo ancora in piccolissimi anfratti, finiamo in un sexy shop ed in generale non mancano i negozi manga a chiaro contenuto erotico.

Trovo il tempo per prendere la solita crêpes gelato, banana e cioccolato.

Demi ha un po’ di fame e così iniziamo a cercare un posto dove mangiare. Vediamo le insegne di un locale che fa dell’ottima carne alla griglia e così saliamo al settimo piano. Ci accoglie la solita giapponese sorridente che cortesemente ci informa che i tavoli che vediamo vuoti sono tutti prenotati. Cerco inutilmente di chiedere da che ora lo fossero, ma non ci capiamo.

Scendendo vediamo l’insegna di un Maid Cafè. Mi sono ricordato di quanto letto in internet e quindi decidiamo di provare l’esperienza.

Appena entrati una ragazza stile manga, con gonnellina e voce da cartone animato ci fa accomodare ad un tavolino. Ci accorgiamo che ci sono solo uomini, eccezione fatta per un’altra coppia che però ben presto abbandona il locale.

La Maid, emettendo suoni spesso a noi incomprensibili, ci accende una finta candela magica e ci porta i menù. Scegliamo un hamburger con la faccia disegnata sopra. Nel frattempo ci divertiamo parecchio osservando le ragazze (che forse non sono nemmeno maggiorenni) ed i clienti. Ci sono i ragazzini giovani, 3 vecchi incravattati, dei freak (un paio di questi non del tutto a posto di aspetto e testa), qualche turista come noi.

Ad un certo punto a Demi viene recapitato un cerchietto con le orecchie da coniglio ed a me un candelotto luminoso (ovviamente a pagamento).

Inizia lo show. Una Maid sale sul palco e si esibisce in canzoni giapponesi con le tipiche movenze che noi occidentali abbiamo visto solo nei cartoni animati. I vecchi incravattati sono in estasi e roteando dei grossi bastoncini luminosi cantano con la ragazzina.

Per noi finita la cena e lo show può essere sufficiente. Ce ne andiamo non prima di una foto con la Maid. Tra mille inchini, saluti e sorrisi, abbandoniamo il locale rosa Hello Kitty per fare ritorno in albergo. Una serata che ricorderemo.

  

Johnny

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