Giorno 11 in Giappone: Kanazawa in 7 ore con freddo e pioggia

E così è giunto anche il giorno della partenza. Lasciamo Tokyo e ci dirigiamo verso Kyoto con una tappa intermedia a Kanazawa.

Oggi sfruttiamo il nostro JR Pass che dalla stazione di Ueno ci porterà nella provincia di Ishikawa a bordo di un Shinkansen.

Dimenticate immediatamente qualsiasi treno italico. I treni proiettile giapponesi sono di un confort esagerato. Sedili tipo aereo lunga percorrenza, spazio enorme per le gambe, tavolini, porta bicchieri, prese corrente e USB, i sedili inoltre sono girevoli, quindi possono essere ruotati di 180°.

Ci sono delle hostess che passano con il carrello per offrire bevande e cibo.

In tutto questo agio le 2 ore e 40 necessarie ci passano velocissime.

L’unica pecca è che essendo velocissimi (si viaggia sempre a oltre 200 km/h e spesso dentro gallerie, almeno in questa tratta che attraversa parte delle Alpi giapponesi) eravamo senza internet. Poco male lo stesso.

Arriviamo a Kanazawa e fa un gran freddo (circa 10°-11°) con parecchia pioggia. Paghiamo profumatamente i coin locker per depositare i bagagli e iniziamo il nostro giro. Purtroppo ci dimentichiamo in valigia la nostra ombrella e così siamo praticamente gli unici a camminare sotto la pioggia senza nulla.

La prima tappa il giardino di Kenrokuen, definito da molti uno dei 3 più belli di tutto il Giappone.

Prendiamo un bus a caso … Di bus non ne capiamo assolutamente nulla non avendone mai presi a Tokyo. Cerchiamo di capire più o meno la direzione e come pagare. L’autista è fortunatamente parecchio paziente e cerca di spiegarmi come funziona.

Dopo un’altra breve camminata arriviamo all’ingresso del giardino che sarebbe a pagamento, ma oggi è gratuito. Bene, almeno un po’ di fortuna.

La pioggia ed il freddo non danno tregua. Lungo la strada troviamo un posto che vende ombrelle. Decidiamo di prenderne una, poi scopriamo che si può anche mangiare e quindi ne approfittiamo anche per asciugarci e riscaldarci un po’.

È un bel locale giapponese, di quelli dove mangi inginocchiato a terra sul tavolino basso.

Ordiniamo una zuppa di noodles che non è niente male ed io mi concedo anche un dessert. Si tratta di the verde con dei dolcetti che loro chiamano akura fatti di un riso gommoso all’interno e della pastella di fagioli rossi all’esterno. Il the è imbevibile … Un liquame verde e abbastanza denso che sa di alga centrifugata per di più amarissimo. I dolcetti non sono malissimo anche se ti impastano completamente il palato.

Proseguiamo la visita al giardino, che effettivamente è davvero bello. Non oso immaginarlo in una bella giornata di sole. Prati verdissimi, ruscelli, alberi e fantastici ciliegi in fiore.

  

Lasciamo il giardino e ci dirigiamo verso il quartiere di Nagamachi, dove troviamo anche uno Starbucks che ci riscalda un po’ e visitiamo la casa di un Samurai. Molto interessante la casa, con le pareti di tessuto ed il legno, i giardini zen all’interno …

  

Proseguiamo verso la città vecchia, Higashi-chaya-gai, vero fiore all’occhiello di Kanazawa, una zona dove le case in legno sono rimaste quelle di una volta ed andiamo a visitare la casa di una geisha. La casa è rimasta tale e quale a quella di un tempo, con il piano terra che era la dimora delle geishe e della proprietaria ed al primo piano c’erano le guest room, dove le geishe si esibivano in danze o suonavano degli strumenti per intrattenere i loro ricchi ospiti.
Prima di partire avevamo visto il bellissimo film Memorie di una geisha e ci è sembrato di essere proprio dentro la casa del film.

  

Siamo ormai verso il tramonto e facciamo ritorno alla stazione dove ci attende il treno per Kyoto. Questo non è uno Shinkansen e quindi la qualità non è pari a quello precedente, ma in circa 2 ore arriviamo a destinazione.

Prendiamo il taxi per l’appartamento dove alloggeremo 6 giorni. Trovato su Airbnb, è un vero appartamento giapponese. Certo, il comfort non è nemmeno lontanamente paragonabile al nostro caro Richmond Hotel di Tokyo, ma è un’esperienza anche questa.

Ci prepariamo i futon (un po’ duri ma dopo un po’ ci si abitua) e diamo la buona notte a questa lunga giornata. Domattina ci aspetta un altro tour in treno verso Nara.

Johnny

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