Giorno 16 in Giappone: Arashiyama e Nijo Castle

 

Arashiyama è una zona molto frequentata dai turisti e dai giapponesi. È un bel posto nel verde a circa 20 minuti di treno ad ovest di Kyoto, con molti templi, delle verdi colline, una foresta di bambù e per chi vuole arrampicarsi anche una zona dove vivono delle scimmie in libertà.

La giornata è assolutamente estiva, un caldo sole ci dà un’anticipo di estate e così dalla stazione di Kyoto prendiamo il JR che dopo alcune fermate ci fa arrivare ad Arashiyama. A dire il vero perdiamo per pochi secondi il treno prima, che però è pieno all’inverosimile, con le persone letteralmente schiacciate sulle porte d’ingresso.

Io e Demi ci guardiamo e capiamo che ci sarà la folla dei record.

Che dire poi, avevamo anche i buoni propositi di arrivare lì molto presto, ci eravamo messi una coraggiosa sveglia alle 6.30 … ma non c’è l’abbiamo fatta.

Riconosco che non sarò mai un viaggiatore da sacrificio e non sarò un gran fotografo perchè non ce la farò mai a cogliere le luci dell’alba!

Comunque arriviamo ad Arashiyama e ci dirigiamo verso la foresta di bambù. A dire il vero c’è gente, ma non la ressa che mi aspettavo. Il sentiero che corre attraverso le alte canne di bambù è comunque piacevole. Ci vorrebbe solo un po’ di vento per farle muovere. Il cielo quasi non si vede tanto sono piegate a formare quasi una cupola sopra di noi.

Lasciamo i bambù per raggiungere il Gio-ji Temple, che è un po’ defilato rispetto ai più famosi tempi di tutti i circuiti turistici.

Arrivarci non è stato per nulla semplice. Google Maps ci ha indirizzato verso un sentiero che alla fine era sbarrato con tanto di indicazione di recinto elettrificato! Come noi ogni tanto giungevano altri turisti evidentemente ingannati dalle mappe di Google. Decido allora di chiedere aiuto a due tassisti che erano fermi all’ombra di un bel albero. In effetti la strada per raggiungere questo piccolo tempio non è ben indicata, tanto che ci sono pochissimi turisti.

Il tempietto si quasi nasconde nella foresta, un tappeto verdissimo di muschio lo circonda per 3 lati. È molto intimo e completamente differente dagli altri templi rossi, molto più grandi e molto più inflazionati. Lo visitiamo in circa mezz’ora, prendendoci il tempo per qualche foto e un po’ di relax.

Facciamo ritorno ad Arashiyama dove ci attende una folla incredibile che percorre la main street molti diretti o di ritorno dal famoso ponte. Raggiungiamo il ponte Togetsukyo, che onestamente non è niente di che. Il largo fiume scorre con qualche piccola cascata artificiale e pochi ciliegi colorano le spoglie sponde. Non capiamo l’eccesso di entusiasmo e di folla.

Riprendiamo il treno per Nijo dove, dopo una pausa cibo in un centro commerciale vicino la stazione, andiamo a visitare il famoso castello.

In realtà era aperto e visitabile solo il palazzo di Ninomaru, un palazzo adibito a ricevimento dei daimyo (signori feudali) da parte del Shogun.

Il palazzo ha delle ampie e bellissime sale riccamente affrescate da pittori della scuola dei Kano (una famosa famiglia di samurai).

Il castello vero e proprio, circondato a sua volta da un bel giardino e circondato da un fossato d’acqua era chiuso alle visite.

C’è anche uno spettacolo serale per il quale si crea sempre una fila pazzesca di persone davanti la biglietteria.

Facciamo ritorno all’appartamento.

Johnny

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