Giorno 17 in Giappone: Kinkaku-ji (Tempio d’oro) e Ryoan-ji (giardino zen)

Ci svegliamo a Kyoto che visiteremo per l’ultima volta. Lasciamo l’appartamento giapponese di 10 mq e senza rimpianti il futon. Alla fine non era scomodo dormire sul piumone (come lo ha definito mia mamma), però preferisco il letto all’occidentale, possibilmente grande. 

Dobbiamo lasciare le valigie nei Coin Locker in stazione a Kyoto ed ovviamente sono tutti occupati. Il giorno prima tanti erano liberi, tanto da illuderci che non avremmo avuto problemi. Nel cercarne qualcuno libero perdo anche Johnny, che per fortuna trova me e un deposito bagagli. Mitico!

Ora siamo pronti.

Arriviamo a Kinkaku-ji all’ora di pranzo dopo un treno e un bus. Poca fila nonostante sia domenica. 

Non appena varchiamo l’ingresso vediamo subito il tempio d’oro in tutta la sua maestosità. Lo spettacolo è magnifico tanto da consegnarli nel 1994 la nomenclatura di patrimonio dell’umanità e con il Kyōko-chi (il Lago a Specchio) attorno lo splendore del tempio sembra raddoppiare. In previsione di questa visita ho con me il libro di Mishima Il padiglione d’oro che ho iniziato a leggere e che ora non vedo l’ora di finire.

  

Purtroppo l’interno, che contiene le reliquie del Buddha, non è visitabile, ma dalle foto che sono esposte lì vicino anche gli interni sono in oro e sembrano magnifici. C’è anche una foto del tempio d’oro sotto un sottile strato di neve, mi sa che questo luogo è un incanto in ogni stagione. 

Dopo una breve visita al giardino, proseguiamo il nostro tour con un altro tempio vicino. 

Il motivo di questo tempio è solo uno. Johnny qualche giorno fa mi diceva ‘non ho ancora visto un giardino zen’. Gli ho risposto che esiste uno famoso a Kyoto, così eccoci presso il Ryoan-ji, anche questo patrimonio dell’umanità dal 1994. Il giardino attorno è molto rilassante per passeggiare: c’è anche un piccolo laghetto al centro con due cigni. Camminando in questo giardino ci accorgiamo che ormai i fiori di ciliegio stanno sfiorendo ed i petali rosa formano un romantico tappeto. 

  

Ci togliamo le scarpe ed entriamo nel tempio. Ci sediamo sui scalini di legno a contemplare il giardino zen. Questo è composto da 15 pietre e l’esercizio è proprio riuscire a contarle tutte. 

  

 A noi questo giardino fa rilassare talmente tanto che per poco non ci addormentiamo. La ragazza seduta accanto a me lo sta contemplando talmente tanto che non si muove nemmeno e rimane così a lungo da sola a guardare questi 200 mq di sassolini ben rastrellati. Chissà a cosa starà pensando? 

A noi non suscita nessuna emozione particolare, forse abbiamo sbagliato approccio. Comunque Johnny alla fine riesce a contare tutte e 15 pietre. 

C’è il treno per la nostra amata Tokyo da prendere. È tempo di mettersi in moto.

Demi

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