Giorno 19 e ultimo in Giappone: a zonzo per Tokyo 

Siamo arrivati così all’ultimo giorno in terra nipponica. Oggi, anzi domani a mezzanotte e mezza abbiamo il volo per Venezia con lo scalo a Dubai.
C’è un po’ di tristezza nel lasciare Tokyo soprattutto, ma dopotutto questo sarà il nostro decimo giorno nella capitale e quindi vogliamo godercelo per bene.
Ultimiamo le valige e alle 11 facciamo il check-out, lasciamo i bagagli alla reception e finalmente senza la zavorra ed il peso dello zaino con l’attrezzatura fotografica, ci incamminiamo verso la metro.
Prima tappa Meguro.

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La giornata è fresca, ma il cielo è azzurro e non c’è nemmeno una nuvola. Passeggiare per città in queste condizioni è fantastico.
Non abbiamo una meta precisa, vogliamo cogliere il sapore della città senza l’impegno della visita o delle foto … trascorrere le ultime ore tra la gente, tra i palazzi ed in queste strade a tratti affollate e a tratti deserte.
Neanche tanto sorprendentemente la solita quantità di locali per mangiare attrae la nostra attenzione e quella del nostro stomaco. Così accade che alle 11.40 siamo già dentro un locale giapponese specializzato in spaghetti. Ovviamente pieno di gente e praticamente solo di giapponesi. Spaghetti alla genovese per Demi, pomodoro mozzarella e melanzane per me. Il tutto accompagnato da una bevanda amarognola che vogliamo pensare sia tè.
Dopo il lauto pasto decidiamo di proseguire verso Roppongi Hills, per vedere qualcosa in più di questa zona.
Camminando più o meno a zonzo finiamo in una stradina pedonale con dei bei lampioni ai quali sono attaccati degli altoparlanti che trasmettono della musica rock anni 50.
La strada si riempie subito di gente in un’atmosfera davvero allegra.
Demi trova un mini negozietto dove acquista ulteriore materiale per il suo hobby scrap.
Circa un’ora di cammino ci porta nuovamente vicino al Mori Museum. Fa freddino e tira un bel venticello, quindi andiamo a scaldarci un po’ nel lussuso centro commerciale di Roppongi.
Da qui poi proseguiamo per Tokyo Midtown.
In questa zona c’è lo showroom della Fujifilm. Ovviamente andiamo a visitarlo.

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C’è una bella mostra di fotografie naturalistiche, tanti ciliegi in fiore, ma anche spettacolari scorci innevati. Compro il catalogo delle foto per ricordo.
E’ allestito inoltre un piccolo museo sulle macchine fotografiche, che partono con vecchissimi modelli del 1800 fino arrivare ai modelli digitali più recenti.
Usciti dal palazzo Fuji entriamo in un altro centro commerciale. C’è la presentazione di una macchina giapponese, ma a parte dei bambù enormi che salgono fino al secondo piano, la cosa che più ci colpisce è che nella parte retrostante si apre una magnifica terrazza giardino, con sculture moderne ed adiacente un parco giochi per bambini.
Siamo entrati da sotto terra con delle scale mobili, usciamo al sole in un parco. L’architettura di questa città non smette mai di sorprenderci.

Prendiamo la metro per Shibuya, dopo Asakusa forse il quartiere più affascinante.
Attraversiamo ancora una volta il famoso incrocio, passando davanti alla statua di Hachiko.
Un bel negozio di fotocamere attrae la mia attenzione e così entriamo in questo mondo di giocattoli tecnologici.
Ne esce vincitrice Demi, che acquista una macchina per creare dei timbri. Imbarazzante e divertente allo stesso tempo il tentativo di chiedere informazioni al commesso che, poverino, l’inglese non lo conosce proprio, ma si sforza di farsi capire.

Giriamo per Shibuya fino al calare del sole e più viene buio, più persone si riversano nelle strade.
Finiamo al centro commerciale Parco, perchè ci ricordiamo di aver visto una bella caffetteria in stile francese.
Qui scopriamo che cucinano oltre le crepes, anche le gallette bretoni.
Prendiamo una galletta da dividere e due crepes. Buonissimo tutto.
Il tempo scorre in questo bel posto, osserviamo le ragazze giapponesi ai tavolini e riceviamo l’ultimo inchino dalla cassiera. Abbiamo già nostalgia dei loro modi gentili.

Ritorniamo quindi in albergo per ritirare le valige ed andare ad Haneda, che dista solo due fermate di treno.
L’aeroporto è piccolo e sbrighiamo tutte le procedure di check-in e dogana in pochissimo tempo.
Il resto è solo un lungo viaggio sul sedile del Boeing Emirates

Bye Bye Japan … forse un giorno ci ritroveremo

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Johnny

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