Giorno 2 in Spagna- Valencia, La Ciudad veja 

Dopo aver visitato il moderno e futuristico complesso della Città della Scienza, oggi ci dedichiamo al centro storico di Valencia.

È domenica mattina e c’è ancora poca gente in strada ed i negozi alle 10 sono tutti rigorosamente ancora chiusi.

L’obiettivo di oggi è di percorrere quasi un cerchio attorno alla città vecchia, partendo dalla zona più a Est, vicino la porta de Serrans ed arrivando poi nei vicoli e nelle stradine del centro vero e proprio.

Come sempre in corso d’opera modifichiamo completamente il nostro itinerario.

Raggiungiamo dopo una bella passeggiata la zona est vicino ai giardini di Turia e li ci imbattiamo in una grossa folla davanti ad un palazzo. Attratti da tutta quella gente decidiamo di avvicinarci, scoprendo che si tratta di un palazzo militare che sta aprendo le sue porte per 2 giorni ai visitatori. Oltre ad un coreografico cambio della guardia stile Buckingham Palace, scopriamo che questo tutto sommato anonimo palazzo, all’interno cela un bellissimo ex convento. Quest’ultimo si chiama El Convento de Santo Domingo.

Scopriamo che i militari fungono anche da guide turistiche e così, divisi per gruppi di 10-12 persone ci accompagnano attraverso un breve tour del convento. Nonostante la guida sia ovviamente in spagnolo riusciamo a comprendere buona parte delle spiegazioni e quindi usciamo da questa visita inaspettata pienamente soddisfatti.

Ci dirigiamo verso Plaza de la Reina per visitare la cattedrale gotico-barocca.
Non saliamo sulla torre principale, il Miguelete … oltre 200 scalini per arrivare a 50 metri di altezza. E’ molto bello il portone principale (de los Hierros) in stile barocco, ma devo dire che oramai dopo aver viste così tante cattedrali nel viaggio in Bretagna e Normandia, non abbiamo nemmeno quell’effetto Wow che in effetti alcune di queste meriterebbero.

Questa di Valencia è carina, non troppo grande e con il solito grande abuso di decorazioni, statue e colonne all’interno. Rimarchevole anche un bel affresco sulla volta.

Ci dirigiamo verso la Lonja de la Seda (patrimonio dell’ UNESCO), un palazzo stile moresco del XV secolo usato come mercato della seta tra i più importanti di tutto il mediterraneo.
Si compone di quattro parti: la Torre, la Sala del Consulado del Mar, il Patio de los Naranjos (Cortile degli Aranci) e la Sala de Contratación, ossia il salone dei contratti, formato da tre navate longitudinali. Quest’ultimo è l’ambiente più spettacolare, grazie al tetto formato da volte sostenute da colonne elicoidali di quasi 16 metri d’altezza.

Il tempo è veramente estivo e così decidiamo di mangiare in un ristorante all’interno di una piccola piazza. Ci sono alcuni tavoli fuori dal locale e per fortuna riusciamo a trovarne uno libero.

Ovviamente il mio intento è quello di mangiare una bella paella, ma purtroppo la fanno minimo per 2 persone e poiché Demi non mangia pesce, con mio immenso dispiacere devo rinunciare. Che invidia però vedere queste gigantesche padellone ripiene di riso, crostacei e pesci …

Mi aacontento di un piatto di pesce e Demi si sfama così con un filetto di manzo. Scopriamo inoltre che il cameriere addetto alle bevande è italiano (di Pescara) ed approfittiamo per scambiare 2 parole.

Un po’ indecisi se proseguire per la città vecchia o trovare altre mete, optiamo per raggiungere la spiaggia. Dopo circa mezz’ora di metro raggiungiamo la lunghissima spiaggia di Valencia. Siamo tardo pomeriggio, il sole non è più così alto e soffia una decisa brezza. Il clima da estivo diventa da inizio primavera, ma questo non scoraggia parecchie persone dal fare il bagno. C’è tantissima gente in spiaggia, chi gioca a pallavolo, a volano, a calcetto e chi fa volare aquiloni o semplicemente prende il sole o passeggia.

Proseguiamo un breve camminata e raggiungiamo uno dei tanti bar per concederci una cerveza ed un caffè.

Rientriamo verso l’albergo passando per una zona davvero povera. Io l’ho soprannominata la zona delle favelas di Valencia. In effetti è sufficiente allontanarsi un po’ dalle strade principali e più turistiche, per imbattersi in un notevole degrado urbano.

Cena con gelato e rientro in Hotel stanchissimi.

Johnny

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