Giorno 4 in Spagna – Castelli e chiese sulla rotta per San Sebastian

Oggi abbandoniamo Saragozza per dirigerci al nord, praticamente al confine con la Francia, verso la città di San Sebastian.
Il giro che ci prefiggiamo di fare in realtà è un po’ più articolato e prevede delle soste lungo la strada per visitare alcuni castelli ed un monastero.

Superata Huesca ci fermiamo a Bolea. Prima di arrivare al paese, troviamo un luogo abbastanza appartato dove far volare finalmente il drone. Il paesaggio non è memorabile, ma è giusto per prendere un po’ di confidenza … un paio di panoramiche dall’alto e poi raggiungiamo il paese, che sembra quasi disabitato. Su una rocca, domina dall’alto la Chiesa gotica de Santa Maria la Mayor, edificata nel XVI secolo sul terreno di un vecchio castello di palazzo arabo che ha servito come difesa contro i regni cristiani del nord.

Un piazzale adiacente la chiesa ci permette una magnifica vista dall’alto del paese e dei campi attorno. La giornata è calda e soleggiata e ne approfittiamo per scattare qualche foto.

Lasciamo Bolea per andare a Loarre, sede dell’omonimo castello.
Qui riesco a fare delle belle riprese con il drone, facendolo volteggiare in alto sopra il castello, regalandoci un punto di vista davvero spettacolare.
Paghiamo il ticket d’ingresso e andiamo a visitare il castello. Con noi solo altri 2 turisti … decisamente è un luogo poco frequentato, così come tutte queste strade che da Saragozza vanno verso il nord. Guidare qui è piacevolmente rilassante.

E’ stato costruito nel XI secolo ed è in buone condizioni (tranne per la parte del vecchio castello di Sancho III di Navarra , molto più deteriorato).
Considerato la fortezza romanica meglio conservata in Europa, lo rende uno dei migliori esempi di architettura romanica militare e civile in Spagna.

Il castello si trova in posizione strategica, proprio all’ingresso Pirenei e domina l’intera regione. Sul retro del castello verso nord ci sono i Pirenei e la città di Jaca .

Questo castello fu costruito nel XI secolo dal re Sancho III e serviva come avamposto di frontiera, da cui partivano attacchi ai villaggi vicini, come quello di Bolea.  A questo periodo risale la costruzione vera e propria, la cappella, la torre della regina, la sfilata, le camere militari e di servizio e il mastio (torre di guardia).

Finita la visita troviamo un bel ristorante che ci offre un ottimo pranzo a base di antipasto di asparagi e Jamon, chorrizo, birra ed un tipico dolce del nord: la Cuajada, una sorta di yogurt denso di latte di pecora, guarnito con miele e noci.

Proseguiamo per Riglos, in direzione del cosiddetto Los Mallos, delle affascinanti rupi rosate scolpite dagli agenti atmosferici. Sono molto frequentati da chi fa arrampicate.

Ci fermiamo ai bordi della strada e veniamo subito attratti dal potente ed insistito miagolio di un gatto. Va stranamente subito da Demi e dalla sua GoPro, mentre io tento di coccolarlo un po’. Niente da fare … rimane attratto sempre e solo da Demi. Ci accompagna per un po’ nella nostra visita, attraversando con noi addirittura la strada quasi fosse un cane. Troppo simpatico.

Proseguendo seguiamo il corso del turbinoso fiume Rio Gallego, molto apprezzato da chi fa tubing e rafting.

Siamo ovviamente in leggero ritardo sulla tabella di marcia. Ci manca ancora il Monasterio Viejo de San Juan de la peña.
Dopo circa 1 ora di macchina raggiungiamo il posto. In realtà la nostra guida della National Geografic ci dice che non è possibile parcheggiare la macchina davanti il monastero e così la lasciamo in un parcheggio e ci dirgiamo a piedi.
In realtà il percorso è piuttosto insidioso. Una lunga discesa tra pietre e terreno sdrucciolevole e poi una lunga discesa di scalini in un sentiero mal segnalato attraverso i boschi. Dopo quasi mezzora cominciamo a dubitare seriamente che ci sia un monastero in questi boschi così isolati ed inoltre il sole comincia quasi a nascondersi dietro le alte montagne che proteggono questo luogo abbastanza inospitale.
Finalmente arriviamo a destinazione. Scopriamo che in realtà ci si poteva benissimo arrivare anche con la macchina. Il luogo è ovviamente deserto, vista l’ora. Il monastero sembra decisamente abbandonato e comunque non è visitabile. Grossa delusione.

Facciamo alcune foto, che con nostra gran sorpresa sembrano delle vecchie cartoline e poi con immensa fatica risaliamo al parcheggio seguendo questa volta la strada. Decisamente stravolti arriviamo alla nostra cara Golf e iniziamo il piuttosto lungo viaggio verso San Sebastian. Arriviamo verso le 21 al nostro Hotel. Una leggera pioggerella ci fa capire che il paesaggio caldo dell’Aragona è un lontano ricordo.
Donostia-San Sebastian è nella provincia autonoma dei Paesi Baschi: é il norte grande. Lunghe spiagge stile Normandia e scogliere stile Bretagna. E normalmente vento e poco sole.
Niente cena. Saccheggiamo due schifezze dal frigobar e stanchissimi andiamo a letto.
Domani ci attende la visita della città ed il trasferimento verso Bilbao. Fuori è notte e piove. Buona notte.

Johnny

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