Giorno 8 in Spagna: Madrid

Uno dei vantaggi di alloggiare in un Hotel 4 stelle nel centro di Madrid, oltre la vicinanza ai vari musei, monumenti, è la possibilità di usufruire di un’abbondante colazione continentale.
Ci ritroviamo quindi tutti e 4 nella zona ristoro ed approfittiamo della vasta scelta di dolce e salato.
Sufficientemente satolli iniziamo il nostro tour della città.

La prima tappa che facciamo è il Palazzo Reale.


Anche oggi la giornata è spettacolare. Cielo azzurro, nessuna nuvola ed un caldo sole quasi estivo.
Il Palazzo è davvero maestoso, così come tutta la piazza che lo circonda.
Attorno al Palazzo c’è di tutto, venditori abusivi di magliette, ritrattisti, venditori di ventagli, personaggi più o meno affidabili che vogliono venderti altre escursioni, personaggi travestiti che richiamano qualche turista per un selfie in cambio di un po’ di denaro.
E poi c’è una gran fila all’ingresso. Centinaia di persone.
Siamo un po’ indecisi se farla quando scopriamo che c’è un ingresso preferenziale vuoto per chi ha già i ticket.
Compriamo i biglietti online e procediamo spediti.

L’origine del palazzo affonda le sue radici al IX secolo, in piena epoca di dominazione araba sulla Penisola Iberica; il regno musulmano con sede a Toledo decise di costruire una grandiosa fortificazione difensiva (Alcazar, in arabo), che venne utilizzata anche dopo la Reconquista dai re di Castiglia fino al XVIII secolo.
Un incendio scoppiato la Vigilia di Natale del 1734 distrusse completamente il Real Alcazar e l’edificio dovette essere ricostruito completamente da zero. Il re Felipe V decise che venisse edificato unicamente in pietra e mattoni e così i lavori iniziarono nel 1738 e terminarono ufficialmente diciassette anni più tardi, anche se ci furono numerosi adattamenti nel corso degli anni per assecondare i voleri dei re che vi soggiornarono.
Lo stile del palazzo è chiaramente barocco, ispirato ai più noti palazzi francesi (uno su tutti, il Louvre) ma con una forte impronta italiana.
Le decorazioni dell’edificio sono cambiate di pari passo con i tempi, a seconda delle mode artistiche del momento; tra le stanze conservate dall’epoca di Carlos III si segnalano il Salón del Trono e la Cámara del Rey, così come la Sala de Porcelana, mentre al suo successore si deve il Salón de Espejos (Sala degli Specchi). Il Salón del Trono in particolare presenta una volta affrescata dal Tiepolo nel 1766 che rappresenta un’allegoria della monarchia spagnola. Di notevole valore artistico sono anche la mobilia dorata e le tende di velluto realizzate a Napoli, dove Carlos III aveva regnato; i grandi lampadari di quarzo puro invece sono originari di Venezia e datati XVIII secolo, mentre provengono da Roma i leoni di bronzo che ornano il baldacchino che sovrasta il trono.
Ci sono notevoli opere pittoriche presenti all’interno del Palacio Real: la galleria ospita infatti dipinti di Juan de Flandes, del Caravaggio, e degli spagnoli Velázquez e Goya, senza tralasciare altri pezzi pregiati presenti a palazzo come un quartetto di autentici Stradivari (due violini, una viola ed un violoncello) o la collezione della Real Armeria.
Quest’ultima in particolare è una delle collezioni più importanti al mondo nel suo genere: le armi e le armature qui presenti sono quelle originali della Famiglia Reale fin dal XIII secolo; dopo un lungo lavoro di restauro questa spettacolare sezione del palazzo è stata aperta al pubblico nel 2000.

La visita di un simile palazzo non poteva concludersi che con una domanda fondamentale: ma i Reali di Spagna vivono ancora lì? La risposta è no. Vivono nelle immediate vicinanze di Madrid, per la precisione nel Palacio de la Zarzuela, nel Parco del Monte de El Pardo.

Proseguiamo verso il Mercado de San Miguel dove compriamo qualcosa per un veloce pranzo tra un ressa di gente incredibile.

Arriviamo poi a Plaza Mayor.Questa piazza è un simbolo di Madrid e la sua costruzione cominciò nel XVII secolo per ordine del re Filippo III, di cui è presente la statua equestre scolpita in bronzo.Inaugurata nel 1620, si tratta di una piazza a pianta rettangolare, fiancheggiata da portici. Questo luogo, in tempi passati, è stato scenario di numerosi atti pubblici, come corride, processioni, feste, rappresentazioni teatrali, giudizi dell’Inquisizione e anche esecuzioni capitali.
Qui il caldo si fa sentire e così, seduti ad un tavolino di uno dei tantissimi bar e ristoranti, ci prendiamo una pausa.
Assistiamo ad una variopinta quantità di personaggi, dall’uomo capra che col suo continuo ticchettio della bocca in legno cerca di attirare l’attenzione soprattutto dei bambini, ad un grasso spiderman, a ragazzi che ti fanno fare un giro della piazza sul Segway, a ragazze cosplayer forse in giro per un addio al nubilato, a suonatori ambulanti (a proposito, qualsiasi suonatore ambulante dotato di fisarmonica o violino, intonerà sempre almeno una volta il tema de Il Padrino) e tanti mendicanti.

Lasciamo una piazza e ne raggiungiamo un’altra: Puerta del Sol, sin dalla nascita della capitale spagnola, fu il salotto di città e la culla prima di ogni attività commerciale, culturale, amministrativa di Madrid.

E’ sabato pomeriggio. Potevamo non fare un shopping lungo la rinomata ed altrettanto affollata Calle Gran Via? Certo che no ed eccoci quindi ad affrontare el pueblo all’interno di più o meno famose catene di negozi, tra le quali spicca Primark, nota catena irlandese (da poco sbarcata anche in Italia) che vende a prezzi stracciati abbigliamento, articoli per la casa e cosmetici.
Il negozio è enorme, 5 piani stracolmi di gente. La gran ressa ed il caldo miete qualche vittima. Una signora sviene davanti a noi in prossimità delle casse. Niente di grave per fortuna, ma tanto basta per far capire che sicuramente il posto è sovraffollato.Proseguiamo per le vie del centro fino all’ora di cena.
Questa volta riesco a mangiarmi finalmente la paella (in condivisione con il fratello di Demi e la sua ragazza), mentre Demi si limita ad un hamburger.
All’uscita dal ristorante, se era possibile, c’è ancora più gente in giro che di giorno.
Passiamo nuovamente a Puerta del Sol ed assistiamo ad un divertente spettacolo di street dance.
Stanchi, ma soddisfatti della bella giornata, rientriamo finalmente in Hotel.

Johnny

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