Ti è sempre piaciuto viaggiare?

Recentemente mi è stata rivolta la domanda: ‘Ti è sempre piaciuto viaggiare?‘ Dopo un attimo di esitazione ho risposto si, nonostante non provenga da una famiglia di viaggiatori.

Mi sono fermata a riflettere su quando sia nata in me questa passione. Non so neppure se passione sia il termine più idoneo, forse sarebbe meglio definirla esigenza, bisogno, necessità.

Eppure a scuola la geografia non era la mia materia preferita, anzi trovavo noioso imparare a memoria le venti regioni italiane, i capoluoghi o le capitali dei vari paesi. Mi sembrava una materia così astratta.

Ora adoro conoscere un luogo nuovo e andarlo a cercare subito sull’atlante.

Eppure ho sempre considerato normale il desiderio di scoprire il mondo, anzi non concepivo un pensiero opposto.

Non ho mai avuto paura di volare. Ricordo l’emozione della prima volta che sono salita su un aereo, un volo breve con destinazione Barcellona. Al momento del decollo ho provato una strana sensazione allo stomaco, la stessa di quando da piccola volevo toccare il cielo sull’altalena e andare sempre più su.

Questo solletico allo stomaco dopo un paio di volte è sparito, ma non è sparita la voglia di prendere l’aereo. Anche se ora non conto più su quanti aerei sono salita, neppure ora la voglia di andare lontano è sparita.

Strana questa cosa dei viaggi, una volta che cominci, è difficile fermarsi. È come essere alcolizzati.

(Gore Vidal)

Mi sono interrogata sul perché mi piaccia così tanto viaggiare.

Il primo motivo, forse banale, che mi viene in mente è collezionare ricordi. Il viaggio è come se fosse un amplificatore della vita. La vita quotidiana, ogni tanto, sembra la ripetizione di un unico giorno. Invece, durante un viaggio di ricordi se ne collezionano tanti. Non è detto che tutti siano piacevoli, ci possono essere delle disavventure.

Un altro motivo è scoprire nuove prospettive, scoprire che un altro modo di vivere e vedere le cose è possibile. Un viaggio apre la mente e ci fa capire quanto i nostri pensieri siano condizionati dal continente, dallo stato, dalla città in cui viviamo e che il nostro punto di vista è uno e non l’unico possibile. Per me è stato illuminante il viaggio in Giappone dove tutto funziona perfettamente, i treni sono superveloci ed in orario, le persone sempre gentili ed educate. Mi è sembrato di essere in un altro mondo.

Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero di angolazioni possibili.

(Ari Kiev)

Il viaggio permette di mettersi alla prova e conoscere meglio se stessi. Viaggiare significa uscire dalla propria confort zone. Ogni tanto bisogna non lasciarsi sopraffare da un aereo in clamoroso ritardo, dalla pioggia durante una vacanza di mare o altri piccoli ostacoli che possono succedere durante un viaggio.

Viaggiare significa sperimentare cibi nuovi, sentire nuovi profumi, interagire con la gente locale. Mi ricordo a Zanzibar dove mangiai per la prima volta un’aragosta alla brace (ed io non mangio pesce) e mi piacque tantissimo.

Viaggiare è una ricchezza e secondo me sono i soldi meglio spesi.

Si viaggia non per cambiare luogo, ma idea.

(Hippolyte Adolphe Taine)

Demi

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