Tombstone

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Il regalo che ho chiesto a Demi per festeggiare le nostre nozze a Las Vegas a molti sembrerà un po’ strano, ma per me invece si trattava di un qualcosa di bellissimo ed imperdibile.

Ebbene, vincendo un po’ la sua riluttanza, sono riuscito a convincerla a fare 2 giorni nel deserto dell’Arizona, con tappe a Phoenix e Tucson.
Non so spiegare il mio amore verso quelle lande deserte, punteggiate da cactus e percorse dai grossi e luccicanti trucks americani e da impolverati pickup sovradimensionati.
Ma è un qualcosa che mi porto dietro sin da piccolo, quando guardavo i telefilm americani o i film western e sognavo un giorno di percorrere anch’io quelle lunghe strade, magari schivando qualche tumbleweed (le famose palle di sterpaglia che rotolano con il vento).

Il programma che avevo pensato era molto semplice: partenza con macchina a noleggio da Las Vegas ed arrivo al Saguaro Park, pernottamento a Tucson, mattino seguente visita ai Tucson Studios ed in serata partenza verso Phoenix e pernottamento in attesa di prendere il giorno successivo il volo per Kauai via San Diego.

Il Saguaro Park è un parco famoso per i suoi cactus giganti. Dovete sapere che tra le mie piccole manie, c’è quella per i cactus. Adoro quei bellissimi cactus grandi con le braccia, ma anche quelli più piccoli che fanno magari un unico fiore 1 volta all’anno. Così non potevo mancare una visita a questo grosso parco.

Siamo arrivati lì verso il primo pomeriggio. All’ingresso del parco c’è un piccolo museo con le proposte di vari trekking, ma noi ci facciamo il giro più comodo, con tappe a piedi ed in macchina.
E’ un gran bello spettacolo vedere questi grossi cactus alti parecchi metri, anche se ad onor del vero il paesaggio dopo un po’ diventa parecchio ripetitivo e quindi dopo un paio d’ore decidiamo di terminare la nostra visita.img_3027_2Visto che erano appena le 16 e non sapendo bene ancora cosa fare, armato di mappa provo a vedere cosa c’è in zona.
Scorrendo nomi incredibili come Tortolita, Oro Valley e Rio Rico, che mi ricordano tanto dei spaghetti western, vedo lì in basso, quasi al confine con il Messico Tombstone. Penso immediatamente: “non sarà mica quella Tombstone? Vuoi vedere che è proprio quella dei film e della famosa sparatoria all’ O.K. Corral?”
Mi convinco che deve essere l’unica Tombstone e quindi felice come un bambino con i regali a Natale, decido che bisogna assolutamente andarci. In fin dei conti sono solo altri 150 km.

Arriviamo lì dopo un’ora e mezza di strada e capisco di essere nel posto giusto quando un grosso cartellone poco fuori la città mostra le scure facce dei pistoleri ed un altro che recita Welcome to Tomstone – People are dying to get here.
Il sole comunque sta tramontando ed ormai molti negozi, musei ed altre attrazioni sono già chiuse.
Percorro la famosa Allen Street … polverosa, con le case basse in legno a fianco e provo immaginarmela 100 anni fa, con cowboy, cavalli, sceriffi e prostitute. E poi immagino pure me con stivalacci e cappello camminare qui, bevendo qualcosa in qualche Saloon.tomstone_10Ed a proposito di Saloon e considerato che era anche giunta ora di cena, decidiamo di andare a mangiare proprio in un vero Saloon, perfettamente conservato, il Big Nose Kate’s Saloon.
Un posto fantastico, pieno di cimeli del vecchio West, pieno di gente e soprattutto pieno di cowboy moderni. Siamo anche super fortunati perchè quel giorno c’è anche un bel gruppo Country che suona live.
L’Hamburger di Bufalo che si è mangiato Demi resta ancora un ricordo indelebile per lei, mentre io sono affascinato da ogni centimetro di quel posto.
Uscendo scambio qualche parola con la cantante del gruppo, un’attempata signora sulla sessantina che suona con il marito (tipico baffo enorme da cowboy) da tanti anni. Ci chiede da dove veniamo e così le spiego che siamo venuti in America per sposarci e dopo questi 2 giorni in Arizona proseguiremo in nostro viaggio alle Hawaii. Lei felicissima ci annuncia a tutto il locale e ci dedica una bella ballata.
Un posto fantastico e mi dispiace dover andar via. Il rammarico di esser arrivati troppo tardi ed aver trovato quasi tutto chiuso lascia comunque spazio al piacevole pensiero che l’indomani avremmo visitato l’ Old Tucson Studios “Where the Spirit of the Old West Comes Alive” come recita lo slogan, che sono una fantastica ricostruzione del mondo Western che tanto adoro.

La mattina ci svegliamo nel motel di Tucson e dopo una buona colazione ci dirigiamo verso gli Studios. Una lunga stradina serpeggiante tra docili colline nel deserto di cactus ci conduce all’ingresso dei Tucson Studios.
Il primo sospetto che qualcosa non andava mi giunge vedendo l’enorme parcheggio semi deserto, tuttavia magari noi siamo arrivati molto presto e quindi forse non c’è ancora tantissima gente.
Ci dirigiamo all’ingresso ed alla biglietteria, ma quando chiedo i 2 tickets, la ragazza mi dice che gli Studios sono chiusi ed aprono solo nel Week End.
Rimango sbigottito.
Faccio una premessa: siccome da Las Vegas ci siamo spinti fin quasi in Messico solo per vedere questo Parco e per fare questo abbiamo, anzi ho fatto rinunciare a 2 gg di Hawaii a Demi, mi ero ben premunito di mandare dall’Italia una mail chiedendo info e rassicurazioni che fosse aperto. Ovviamente la cara ragazza Marie Demarais che mi ha risposto con un confortevole “Howdy Johnny, we are open”, evidentemente mi ha mentito. Ho anche mostrato alla cassiera la mail, ma lei non ha potuto fare altro che scusarsi.
Depresso come un cocker sotto la pioggia senza più il suo padrone sono ritornato verso la macchina pensando a cosa fare.
Ed ecco l’illuminazione: siamo ad 1 ora da Tombstone che appena la sera prima siamo riusciti a vedere praticamente al buio e quindi perchè non ritornarci di giorno e vederla con calma?
Detto fatto! La polverosa old Tombstone ci si ripresenta nuovamente.
La giornata dopo la delusione iniziale prende un’ottima piega e così ancor prima di entrare in città ci fermiamo al cimitero.tomstone_1Qualcuno starà pensando: siete in viaggio di nozze ed andate a visitare un cimitero? Io ho uno spiccato gusto per il macabro, non per nulla una città che ho voluto visitare assolutamente è stata New Orleans (a breve un post).

Il cimitero di Tombstone però è un po’ diverso dai soliti cimiteri, perchè qui dentro si possono trovare personaggi che sono poi diventati famosi grazie alla filmografia western.
Tombstone, soprannominata all’epoca “The Town Too Tough to Die“, come tante altre città del West divenne famosa sul finire degli anni 70′ del 1800 quando Ed Schieffelin, cocciuto minatore, l’aveva così battezzata per ricordare quelli che gli dicevano che in quella terra desolata, abitata solo da Apache e coyote, avrebbe trovato solamente la sua “pietra tombale” e non l’argento. Ne trovò tanto di argento invece, per un valore di 85 milioni e così facendo richiamò un sacco di minatori e con essi un enorme numero di fuorilegge.
A Tombstone si moriva velocemente e non si aveva il tempo di togliersi nemmeno gli stivali. Da ciò i cimiteri dell’epoca erano chiamati anche Boot Hill (collina degli stivali).
In questo piccolo cimitero alle porte di Tombstone, allora come oggi ricoperto di mesquite, cactus, ocotillo e crucifixion thorn, venivano seppelliti quasi esclusivamente i fuorilegge e tra questi spiccano senz’altro Tom McLaury, Frank McLaury, and Billy Clanton uccisi nella famosa sparatoria all’ O.K. Corral.
Sono in realtà molto divertenti gli epitaffi sulle lapidi:
– HERE LIES LESTER MOORE, FOUR SLUGS FROM A 44, NO LES NO MORE
– John Heath lynched Feb 22, 1884
– Jesse Dunlap aka “Three Fingered Jack” died feb 22, 1900 of wounds after an attempted holduptomstone_13Ma forse il più divertente epitaffio è questo:
– M.E. KELLOGG, 1882. DIED A NATURAL DEATH

Credo sia l’unica persona seppellita nel Boot Hill di Tombstone morta in modo naturale e non con del piombo in corpo.

Lasciato il cimitero ci dirgiamo verso la vecchia town.
Vado ad informarmi immediatamente per lo spettacolo che ripropone la sparatoria all’ O.K. Corral, vera attrazione del luogo.
Fatto il biglietto ci dirigiamo sul luogo della rappresentazione, che viene interpretata da degli attori, davvero molto dentro la parte. L’attesa è tutta per la sparatoria: 30 colpi in 30 secondi. Il frastuono delle Colt è notevole e arriva forte l’odore della polvere da sparo.tombstone_6Riesco a farmi fare anche una foto con loro …

la prossima volta devo ricordarmi di venire vestito un po’ più a tema …

tomstone_3Un altro giro ci porta a visitare un vecchio bar che al piano di sopra aveva un bordello. Il tipo all’interno mi racconta un po’ di aneddoti e ci mostra i segni di alcuni proiettili conficcati sul vecchio bancone in legno o su un grande quadro.
Per me è bellissimo percorrere queste strade ed entrare in questi saloon e non smetto di pensare alla vita di allora.

tomstone_5Pranziamo in un locale a tema western e poi andiamo a visitare il Tombstone Epitaph, vecchia tipografia dove veniva stampato a partire dal 1880 il giornale del posto. Interessante che a cadenza mensile questo giornale viene ancora stampato.

Alla fine che dire … è un tuffo nel passato questa vecchia città … un passato violento, fatto da personaggi divenuti poi leggendari nella storia del West ed è stata quindi una piacevolissima scoperta che consiglio assolutamente a tutti gli appassionati Western.

PS: ho comprato in uno shop un bossolo di fucile come souvenir. Non l’avessi mai fatto! In uno dei nostri vari scali alle Hawaii me lo hanno trovato nel marsupio (io me n’ero anche del tutto dimenticato). Una poliziotta al controllo bagagli mi ferma e mi chiede se ho qualche pistola. La guardo sorpresa e le dico di no, sono in luna di miele … e questa molto seria mi fa aprire il marsupio e tirare fuori il bossolo. Cerco inutilmente di spiegarle che è un souvenir di Tombstone, ma lei chiama un suo superiore che mi dice che non posso portare proiettili in aereo. Li guardo un po’ increduli, ma non insisto più di tanto … Quindi con un mezzo sorriso gli dico che possono tenerlo come ricordo.

Johnny

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