Due cuori consiglia: Lo spazio tra le nuvole di Camila Raznovich

Ho in mano un pacchetto che in modo equivocabile è un libro. Adoro i libri. Quelli di carta, quelli che si sfogliano, quelli che controlli a occhio quanto ti manca per finire, quelli che riponi in libreria e ogni tanto li guardi. In questo mi sento molto vintage. Non mi sono ancora convertita all’e-book. Forse in futuro, magari per i viaggi… per il momento resisto al caro e vecchio libro.

Apro il regalo e mi ritrovo davanti agli occhi un libro di Camila Raznovich. So chi è. Volto storico di MTV. Io l’ho conosciuta come presentatrice di Amore criminale, programma che adoravo, un po’ angosciante poiché poi non mi faceva addormentare facilmente e Loveline, un programma che trattava di sesso e amore senza tabù. Ma non la conoscevo con le vesti di scrittrice.

Il sottotitolo del libro già mi piace: il viaggio come cura.

Inizio a leggere le prime righe

Si parte per curiosità, per conoscere l’altro, per scoprire se stessi, per cercare nuovi mondi, per guadagnarsi nuovi inizi, per vendetta, per amore, per nostalgia, per scappare, per mettere un oceano tra sé e il dolore.

Il viaggio è uno strano mezzo di trasporto per l’anima: ci porta fuori da noi stessi per ricondurci al nostro centro ...

e non smetto fino a quando non arrivo all’ultima parola.

Lo leggo d’un fiato, in una giornata.

Camila mi porta in luoghi magnifici: India, Argentina, Vietnam.. solo per citarne alcuni. Li descrive come si racconta una storia d’amore: con emozione e passione. Senza, però, tralasciare cenni storici dei luoghi descritti.

L’autrice racconta la propria vita attraverso i viaggi, quei viaggi in cui la spinta a partire è dettata dall’urgenza, dalla necessità di trovare delle risposte, dalla voglia di mettersi alla prova e superare i propri limiti, dal desiderio di abbandonare il proprio ruolo. E lo fa con semplicità e leggerezza.

Non è solo un libro di viaggi. L’autrice mi prende per mano e mi illustra la sua visione del mondo, le sue riflessioni, ciò che ha imparato superata la soglia dei quarantanni.

Il viaggio è il momento ideale per fare il punto sul proprio cammino

Chiuso il libro ho solo un desiderio: prendere la valigia e partire. Non importa dove. L’importante è andare e non rimanere fermi.

Demi

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