Giorno 9 in Spagna: relax al parco del Buen Retiro a Madrid

Ci svegliamo con calma nel nostro bellissimo Hotel a Madrid e con malinconia penso che è l’ultimo giorno di vacanza. Domani un aereo ci porterà a casa.

Dopo una super colazione siamo pronti a trascorrere la giornata nel Parco del Buen Retiro.  Non stento a credere che sia definito il polmone verde della città: è immenso.

A vedere la quantità di gente che entra al Parco pensiamo che forse non è stata una buona idea recarci in questo posto di domenica, la domenica delle palme per di più. Invece il parco è talmente grande che non si percepisce la sensazione di sovraffollamento.

La prima cosa che notiamo è che qui è scoppiata la primavera: gli alberi sono completamente fioriti e le temperature sono davvero piacevoli mentre si passeggia. Ci sono tantissimi artisti di strada, personaggi dei cartoni animati che attendono di essere fotografati assieme ai bambini, gruppi musicali che propongono le loro canzoni e vendono i loro cd (Johnny ha acquistato il cd dei Mr.Black dopo aver sentito le loro performance country-folk in spagnolo).

Al centro del parco c’è un laghetto artificiale, l’Estanque grande, dove è possibile noleggiare una barchetta a remi per 45 minuti. Non ci siamo certo lasciati sfuggire questa opportunità e poi la capienza è 4 adulti e noi siamo in 4.

Mi ricorda lo Chidorigafuchi ryokudo a Tokyo, quando abbiamo noleggiato la barca per ammirare i sakura dal fiume. Uno spettacolo!

Johnny rema, io scatto foto con la reflex, filmo con la GoPro mentre la dottoranda e my brother si godono il panorama. Il tempo, tra risate e relax, in questa piccola barchetta a remi azzurra scorre velocemente.

Continuiamo poi a passeggiare tra i viottoli del parco, la giornata è calda e abbiamo voglia di un gelato, quindi ci sediamo in un bar accanto al Palazzo di Velázqueze e sinceramente non abbiamo più voglia di alzarci. Ma il Palacio de Cristal ci attende.

Il Palacio de Cristal fu costruito nel 1887 per l’Esposizione delle Filippine di quell’anno, è di vetro e metallo. La struttura è spettacolare, quasi fiabesca. Entriamo, fantastico vedere da quella prospettiva il parco all’esterno. Sembra una serra e dentro fa parecchio caldo.
Osserviamo che ci sono tantissimi ragazzi armati di quaderno e matita, appostati fuori dal Palazzo, intenti a disegnarlo. In effetti ha un’architettura davvero originale.

Passeggiamo lungo il perimetro del laghetto antistante dove vediamo anatre, pulcini e due cigni neri, le vere star considerato quanto sono fotografati dai visitatori (noi compresi).

La nostra visita finisce nella Rosaleda giardino dove si possono ammirare oltre 4000 rose, pecato che fioriscono a maggio e giugno e quindi rimaniamo un po’ delusi. In piena fioritura deve essere uno spettacolo incredibile.

Lasciamo il parco per dirigerci al Museo del Prado. Abbiamo scoperto che due ore prima della chiusura l’ingresso è gratuito. Non siamo solo noi a saperlo: la fila di gente è talmente lunga che non si vede la fine. Rinunciamo.

Andiamo a visitare la stazione Atocha. L’avevo vista in numerose fotografie. Una stazione dei treni che accoglie al suo interno una foresta pluviale. All’interno infatti c’è un’umidità pazzesca.

Attraversiamo la strada e sbattiamo contro il Museo d’arte contemporanea Reina Sofia. Anche qua l’ingresso è gratuito (dalle 13.30), almeno la fila è più umana. Questo museo espone uno dei quadri più famosi di Picasso: Guernica. Il quadro che rappresenta l’orrore e le barbarie della guerra. Questo quadro mi ha fatto innamorare dell’arte moderna e finalmente vederlo dal vivo è una gioia immensa.

Non c’è tanto tempo e ci dirigiamo subito nella sala dedicata a Picasso (le opere sono tante e poco conosciute, certamente meriterebbero molta più attenzione) e cerchiamo il famoso dipinto. Non è difficile individuarlo: è davvero un dipinto gigante ed infatti occupa un’intera parete della sala. Non credevo che fosse così imponente.

Giusto il tempo per ammirare l’opera e le porte delle sale chiudono. Peccato non esser entrati prima in questo museo. C’è anche Richard Serra (presente al Guggenheim di Bilbao) esposto al primo piano.

Passiamo in Puerta del Sol proprio durante una processione pre-pasquale (è la domenica delle Palme) accompagnata da una banda che rallegra i passanti e la marcia è accompagnata da una calca tutto attorno attenta a immortalare il momento. La cosa più triste è che tutti e quattro abbiamo pensato che un camion guidato da un attentatore avrebbe potuto mietere tantissime vittime. Madrid è già stata teatro di un attentato l’11 marzo 2004.

Non ci lasciamo sopraffare da questi tristi pensieri e ci dirigiamo verso l’hotel con una sosta in un ristorante americano per cena. Mi prendo un’insalata: il mio fegato sta chiedendo pietà per il troppo fritto!

La vacanza purtroppo è finita. Domani andiamo a Valencia a prendere l’aereo.

Demi

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Giorno 8 in Spagna: Madrid

Uno dei vantaggi di alloggiare in un Hotel 4 stelle nel centro di Madrid, oltre la vicinanza ai vari musei, monumenti, è la possibilità di usufruire di un’abbondante colazione continentale.
Ci ritroviamo quindi tutti e 4 nella zona ristoro ed approfittiamo della vasta scelta di dolce e salato.
Sufficientemente satolli iniziamo il nostro tour della città.

La prima tappa che facciamo è il Palazzo Reale.


Anche oggi la giornata è spettacolare. Cielo azzurro, nessuna nuvola ed un caldo sole quasi estivo.
Il Palazzo è davvero maestoso, così come tutta la piazza che lo circonda.
Attorno al Palazzo c’è di tutto, venditori abusivi di magliette, ritrattisti, venditori di ventagli, personaggi più o meno affidabili che vogliono venderti altre escursioni, personaggi travestiti che richiamano qualche turista per un selfie in cambio di un po’ di denaro.
E poi c’è una gran fila all’ingresso. Centinaia di persone.
Siamo un po’ indecisi se farla quando scopriamo che c’è un ingresso preferenziale vuoto per chi ha già i ticket.
Compriamo i biglietti online e procediamo spediti.

L’origine del palazzo affonda le sue radici al IX secolo, in piena epoca di dominazione araba sulla Penisola Iberica; il regno musulmano con sede a Toledo decise di costruire una grandiosa fortificazione difensiva (Alcazar, in arabo), che venne utilizzata anche dopo la Reconquista dai re di Castiglia fino al XVIII secolo.
Un incendio scoppiato la Vigilia di Natale del 1734 distrusse completamente il Real Alcazar e l’edificio dovette essere ricostruito completamente da zero. Il re Felipe V decise che venisse edificato unicamente in pietra e mattoni e così i lavori iniziarono nel 1738 e terminarono ufficialmente diciassette anni più tardi, anche se ci furono numerosi adattamenti nel corso degli anni per assecondare i voleri dei re che vi soggiornarono.
Lo stile del palazzo è chiaramente barocco, ispirato ai più noti palazzi francesi (uno su tutti, il Louvre) ma con una forte impronta italiana.
Le decorazioni dell’edificio sono cambiate di pari passo con i tempi, a seconda delle mode artistiche del momento; tra le stanze conservate dall’epoca di Carlos III si segnalano il Salón del Trono e la Cámara del Rey, così come la Sala de Porcelana, mentre al suo successore si deve il Salón de Espejos (Sala degli Specchi). Il Salón del Trono in particolare presenta una volta affrescata dal Tiepolo nel 1766 che rappresenta un’allegoria della monarchia spagnola. Di notevole valore artistico sono anche la mobilia dorata e le tende di velluto realizzate a Napoli, dove Carlos III aveva regnato; i grandi lampadari di quarzo puro invece sono originari di Venezia e datati XVIII secolo, mentre provengono da Roma i leoni di bronzo che ornano il baldacchino che sovrasta il trono.
Ci sono notevoli opere pittoriche presenti all’interno del Palacio Real: la galleria ospita infatti dipinti di Juan de Flandes, del Caravaggio, e degli spagnoli Velázquez e Goya, senza tralasciare altri pezzi pregiati presenti a palazzo come un quartetto di autentici Stradivari (due violini, una viola ed un violoncello) o la collezione della Real Armeria.
Quest’ultima in particolare è una delle collezioni più importanti al mondo nel suo genere: le armi e le armature qui presenti sono quelle originali della Famiglia Reale fin dal XIII secolo; dopo un lungo lavoro di restauro questa spettacolare sezione del palazzo è stata aperta al pubblico nel 2000.

La visita di un simile palazzo non poteva concludersi che con una domanda fondamentale: ma i Reali di Spagna vivono ancora lì? La risposta è no. Vivono nelle immediate vicinanze di Madrid, per la precisione nel Palacio de la Zarzuela, nel Parco del Monte de El Pardo.

Proseguiamo verso il Mercado de San Miguel dove compriamo qualcosa per un veloce pranzo tra un ressa di gente incredibile.

Arriviamo poi a Plaza Mayor.Questa piazza è un simbolo di Madrid e la sua costruzione cominciò nel XVII secolo per ordine del re Filippo III, di cui è presente la statua equestre scolpita in bronzo.Inaugurata nel 1620, si tratta di una piazza a pianta rettangolare, fiancheggiata da portici. Questo luogo, in tempi passati, è stato scenario di numerosi atti pubblici, come corride, processioni, feste, rappresentazioni teatrali, giudizi dell’Inquisizione e anche esecuzioni capitali.
Qui il caldo si fa sentire e così, seduti ad un tavolino di uno dei tantissimi bar e ristoranti, ci prendiamo una pausa.
Assistiamo ad una variopinta quantità di personaggi, dall’uomo capra che col suo continuo ticchettio della bocca in legno cerca di attirare l’attenzione soprattutto dei bambini, ad un grasso spiderman, a ragazzi che ti fanno fare un giro della piazza sul Segway, a ragazze cosplayer forse in giro per un addio al nubilato, a suonatori ambulanti (a proposito, qualsiasi suonatore ambulante dotato di fisarmonica o violino, intonerà sempre almeno una volta il tema de Il Padrino) e tanti mendicanti.

Lasciamo una piazza e ne raggiungiamo un’altra: Puerta del Sol, sin dalla nascita della capitale spagnola, fu il salotto di città e la culla prima di ogni attività commerciale, culturale, amministrativa di Madrid.

E’ sabato pomeriggio. Potevamo non fare un shopping lungo la rinomata ed altrettanto affollata Calle Gran Via? Certo che no ed eccoci quindi ad affrontare el pueblo all’interno di più o meno famose catene di negozi, tra le quali spicca Primark, nota catena irlandese (da poco sbarcata anche in Italia) che vende a prezzi stracciati abbigliamento, articoli per la casa e cosmetici.
Il negozio è enorme, 5 piani stracolmi di gente. La gran ressa ed il caldo miete qualche vittima. Una signora sviene davanti a noi in prossimità delle casse. Niente di grave per fortuna, ma tanto basta per far capire che sicuramente il posto è sovraffollato.Proseguiamo per le vie del centro fino all’ora di cena.
Questa volta riesco a mangiarmi finalmente la paella (in condivisione con il fratello di Demi e la sua ragazza), mentre Demi si limita ad un hamburger.
All’uscita dal ristorante, se era possibile, c’è ancora più gente in giro che di giorno.
Passiamo nuovamente a Puerta del Sol ed assistiamo ad un divertente spettacolo di street dance.
Stanchi, ma soddisfatti della bella giornata, rientriamo finalmente in Hotel.

Johnny